Il TFR rappresenta un’opportunità per costruire nel tempo una maggiore sicurezza economica. Destinarlo a un fondo pensione significa affiancare alla pensione pubblica
una forma di previdenza complementare, con la possibilità di beneficiare dei rendimenti degli investimenti e di specifiche agevolazioni fiscali.
Rispetto al mantenimento del TFR in azienda, la destinazione alla previdenza complementare può offrire ulteriori e migliori opportunità di crescita del capitale nel lungo periodo e una maggiore flessibilità in determinate circostanze.
In questo articolo faremo un approfondimento sul TRF, per capire meglio come funziona la scelta e per scoprire quali sono i principali vantaggi da conoscere prima di decidere.
1. Cos’è il TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO?
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma di denaro che il datore di lavoro accantona ogni anno per ciascun dipendente. Si tratta di una vera e propria forma di “retribuzione differita”, ossia una parte dello stipendio che non viene erogata subito, ma viene accumulata e versata al lavoratore al termine del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa della cessazione (dimissioni, licenziamento o pensionamento). Ogni mese, il datore di lavoro accantona una quota della retribuzione lorda del dipendente, che verrà poi liquidata interamente alla cessazione del rapporto.
Semplificando, si potrebbe quindi considerare il TFR come un “salvadanaio” che si alimenta progressivamente nel corso degli anni di servizio presso una realtà lavorativa, e corrisponde all’incirca ad una mensilità.
Come si determina?
Il calcolo del TFR si basa sulla retribuzione annua del lavoratore (RAL): l’importo è determinato dall’accantonamento, per ogni anno di servizio, di una quota pari al 6,91% della retribuzione annua e dalle relative rivalutazioni.
2. Come può essere destinato il TFR?
I lavoratori possono scegliere la destinazione del proprio TFR futuro.
Le opzioni disponibili sono due:
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TFR in azienda: viene accantonato dal datore di lavoro e rivalutato secondo le modalità previste dalla normativa;
•
TFR su fondo pensione: si tratta di
una forma di previdenza complementare, che contribuisce così alla costruzione di una
pensione integrativa che si affianca a quella pubblica.
In caso di mancata espressione di una scelta esplicita da parte del lavoratore nei tempi previsti, trova applicazione il meccanismo di adesione automatica, disciplinato dalla nuova legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, artt. 1, cc. 204-205). A partire dal 1° luglio 2026, viene infatti introdotto un
meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per tutti i lavoratori, ad eccezione dei collaboratori domestici.
Per adempiere correttamente agli obblighi previsti dalla normativa, il datore di lavoro è comunque tenuto, entro 60 giorni dall’assunzione, ad acquisire informazioni sullo status del lavoratore, con particolare riferimento alla circostanza che si tratti di una prima assunzione o di un’assunzione successiva alla prima e all’eventuale esistenza di un fondo di previdenza complementare attivo alimentato da TFR. E’ importante sottolineare come la scelta della destinazione presa consapevolmente dal lavoratore sia importante per evitare di rientrare nel caso appena visto di adesione automatica con silenzio-assenso.
3. Quali sono i vantaggi della destinazione TFR a Fondo Pensione Unipol?
Lingua Assicura con
Unipol offre l’opportunità di destinare il TFR a uno dei prodotti di previdenza complementare previsti dalla compagnia.
Quali sono i vantaggi di questa scelta?
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DEDUCIBILITÀ FISCALE: il lavoratore può versare quanto desidera, ma puoi dedurre dal reddito imponibile i contributi versati per sé e a favore dei suoi familiari fiscalmente a carico fino ad un massimo di 5.300 € all’anno, riducendo così le imposte sui redditi da pagare ogni anno.
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VANTAGGI FISCALI: l’aliquota della tassazione parte dal 15% e può ridursi fino al 9% in base agli anni di partecipazione alla previdenza complementare, mentre il TFR lasciato in azienda è soggetto a tassazione separata e si applica l'aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito (min 23% - max 43%)
•
RENDIMENTI: i rendimenti sono variabili e dipendono dalle modalità di investimento della tua posizione individuale nel fondo pensione. Infatti, a differenza della rivalutazione fissa in azienda (1,5% + 75% dell'inflazione), il TFR investito nei mercati può offrire rendimenti più alti sul lungo periodo.
Facciamo un esempio:
Carlo ha appena raggiunto la pensione dopo 35 anni di lavoro. Ipotizzando un montante finale lordo di 100.000 € di TFR accumulato a fine carriera, ecco i due scenari:
• TFR in Azienda: con un'aliquota media IRPEF del 30%, pagherà 30.000 € di tasse e riceverà un netto di 70.000 €.
• TFR su Fondo Pensione (15 anni di permanenza): con la tassazione agevolata del 15%, pagherà 15.000 € di tasse e riceverà un netto di 85.000 € (a cui si sommano eventuali rendimenti di mercato superiori al tasso fisso aziendale)
* Valori puramente esemplificativi, calcolati sulla base delle ipotesi indicate.
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