Nel 2026, le donne continuano a vivere più a lungo degli uomini. Un dato che racconta una conquista importante: in Italia, infatti, l’82,6% delle persone che hanno raggiunto i 100 anni è donna!
Una prospettiva di vita più lunga è certamente una buona notizia, ma porta con sé anche nuove sfide. Nel corso della vita, le donne possono trovarsi così ad affrontare maggiori fragilità economiche, periodi di discontinuità lavorativa e un rischio più elevato di solitudine e vulnerabilità nella terza età.
Con questo articolo, desideriamo informare su
come gestire le proprie risorse economiche, pianificare il proprio futuro e tutelarsi in casi particolari al fine di garantire la propria indipendenza economica.
1. Qual è la situazione in Italia per le donne?
Oggi in Italia le donne godono di una più lunga prospettiva di vita anche se questo non sempre significa maggiore tutela. La maggiore longevità è legata a fattori genetici, a stili di vita generalmente più attenti e ad una più accurata prevenzione.
Di contro, le donne sono maggiormente esposte a vivere lunghi periodi di vedovanza e solitudine proprio in età più avanzata, ed al contempo al rischio di rimanere sole nel caso di non autosufficienza.
Un altro aspetto conseguente alla longevità femminile è la maggior tendenza delle donne ad essere
CAREGIVER in famiglia, ossia a prendersi cura di familiari minori o con difficoltà di autosufficienza/salute. “Caregiver” è infatti definito colui o colei che si prende cura di una persona cara bisognosa di cure durature e spesso non in grado di provvedere da sola ai propri bisogni quotidiani. Le donne sono le più “colpite” da questa situazione, dedicando in media il triplo del tempo rispetto agli uomini ad attività di cura non retribuite. Questo tempo sottrae così ore preziose al riposo, con un peggioramento della salute fisica e mentale.
2. Cos’è il GENDER GAP e quali sono le possibili soluzioni?
Il
Global Gender Gap Report 2026 del World Economic Forum dal 2006 misura quanto è stato colmato il divario tra uomini e donne in 145 Paesi. Il report assegna a ciascun Paese un punteggio da 0 a 100%, dove 100% indica la piena parità tra uomini e donne. Vengono considerati quattro ambiti: quanto uomini e donne partecipano al lavoro e alle opportunità economiche, quanto sono vicini nei livelli di istruzione, le differenze nelle condizioni di salute, e la presenza delle donne nelle istituzioni e nei ruoli politici.
L’Italia ha chiuso il 70,8% del proprio gender gap ed è all’83° posto su 145 Paesi.
Acquisire conoscenze sulla gestione delle proprie risorse economiche, sulla pianificazione previdenziale e sugli strumenti di protezione individuale risulta quindi fondamentale per rafforzare la propria autonomia economica. Una corretta pianificazione, infatti, può contribuire a
ridurre il rischio di difficoltà finanziarie nei momenti di maggiore vulnerabilità, come la perdita del coniuge, una separazione o un divorzio, la perdita del lavoro, la nascita di un figlio o l’insorgere di problemi di salute.
3. Famiglie monogenitoriali: come garantirsi una stabilità economica?
Oggi sempre più famiglie sono monogenitoriali. In Italia rappresentano circa il 10% del totale delle famiglie. Nella maggior parte dei casi,
il genitore che si occupa da solo dei figli è una donna, con una percentuale stimata intorno al 77-80%. Per questo motivo, promuovere l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale significa anche favorire una maggiore indipendenza economica e una migliore capacità di affrontare gli imprevisti.
Ecco un esempio di famiglia monogenitoriale e di come può la madre garantire un adeguato sostegno economico per i figli in caso di sua prematura scomparsa.
Elena ha 35 anni, è separata ed è madre di due figli di 5 e 9 anni.
Lavora come impiegata, percepisce un reddito stabile e contribuisce in misura significativa al sostentamento della famiglia. Ha inoltre un mutuo ancora da rimborsare. Pur essendo molto attenta al benessere dei propri figli, non ha mai considerato concretamente quali conseguenze economiche avrebbe una sua prematura scomparsa sulla loro stabilità e sul loro futuro.
Con un premio mensile di 15 euro al mese, Elena può assicurare un capitale di 50.000 euro, destinato a offrire ai figli un sostegno economico nel caso in cui lei venisse a mancare. Grazie alle caratteristiche della copertura assicurativa, può indicare direttamente i propri figli come beneficiari, compiendo così una scelta consapevole di tutela, particolarmente importante considerando che la separazione non è ancora formalizzata con il divorzio.
4. Cos’è la TCM – Temporanea Caso Morte?
La TCM è una polizza pensata per assicurare ai propri cari un futuro sereno, garantendo un sostegno economico in caso di prematura scomparsa.
La
polizza Temporanea Caso Morte (TCM) è una forma di assicurazione sulla vita che offre una copertura per un periodo di tempo prestabilito, durante il quale è possibile avere impegni economici e familiari, come il pagamento di un mutuo o il mantenimento dei figli. In caso di decesso dell’assicurato durante il periodo di validità della polizza, viene corrisposto ai beneficiari designati un capitale, con l’obiettivo di garantire loro una maggiore sicurezza economica. Questa somma può essere utilizzata, ad esempio, per consentire ai figli di proseguire gli studi, estinguere il mutuo della casa oppure permettere al coniuge o al partner di mantenere un adeguato tenore di vita.
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